Donna, asessuale, aromantica, nera, modella: Yasmin Benoit esula da tutto ciò che la società considera norma e, proprio per questo, deve lottare per i propri diritti.
Yasmin Benoit è una donna asessuale e aromantica
L’asessualità è l’orientamento sessuale di chi non prova attrazione sessuale verso alcun genere. L’aromanticismo è l’orientamento romantico di chi non prova attrazione romantica verso alcun genere.
«Quando sei asessuale, le persone pensano ci sia qualcosa di sbagliato nel tuo corpo. Quando sei aromantico, pensano ci sia qualcosa di sbagliato con la tua anima»1
Da prassi, Yasmin ha imparato a scuola che a una certa età si comincia a provare qualcosa verso gli altri; sottinteso è che gli altri siano persone di sesso opposto al proprio. La società attuale dà per scontato che tutti provino sia attrazione sessuale che attrazione romantica. Anzi, arriva persino a far coincidere le due. Attorno a Yasmin, ragazzi e ragazze hanno smesso di voler solo giocare insieme, hanno iniziato ad avere appuntamenti romantici e raccontare esperienze sessuali più o meno esplicite. L’unica vita ammissibile le pareva essere quella in cui si ama e si è amati da un partner fisso, verso cui non può esserci amore senza almeno un pizzico di lussuria. Nessuno le ha mai detto che questo può non accadere.
Poiché orientamento e comportamento sono due cose diverse, non bisogna dare per scontato che le persone asessuali non vogliano in alcun modo fare sesso e che quelle aromantiche non vogliano intraprendere relazioni. Ma per Yasmin è così. Lei rifiuta ciò che la società considera la base dell’esistenza umana. Per questo si è sentita sbagliata, sola, in difetto rispetto agli adolescenti in piena fase ormonale che la circondavano; tanto da aver deciso di frequentare una scuola per sole ragazze, sperando di non dover più vivere in un mondo che ruota attorno solo a sesso e amore. L’effetto è stato l’opposto: l’assenza di qualcuno su cui proiettare la propria sessualità gravava sulle compagne e, poiché lei non provava la stessa frustrazione, nomignoli e domande invadenti non hanno tardato ad arrivare.
Ma è difficile difendersi, rispondere e definire se stessi quando non si hanno le parole per farlo. Solo a 15 anni Yasmin ha scoperto il significato di quella lettera nascosta verso la fine dell’acronimo LGBTQIA+, capendo di non avere alcun problema, ma di essere sana e in compagnia di molte altre persone (lo psicologo Bogaert stima gli asessuali siano circa l’1% della popolazione mondiale).
In un mondo dominato dal sesso, questo orientamento è considerato una cosa triste, viene confuso con il disturbo del desiderio ipoattivo o con l’astinenza, ma soprattutto è invisibilizzato. Trovare una parola per potersi descrivere non è più utile del non conoscerla, quando a tutti gli altri suona aliena. Capire di essere asessuali e/o aromantici non è semplice: al sollievo del sentimento di appartenenza, segue imminente la consapevolezza che, da quel giorno in avanti, bisognerà lottare per far capire la validità, se non la semplice esistenza, del proprio orientamento.
E, se ad essere aromantica e/o asessuale è una donna, salta l’intero sistema tradizionale che vorrebbe vedere Yasmin relegata al ruolo di moglie e madre: in quanto non interessata alle relazioni romantiche si sta perdendo ciò che, secondo la narrazione comune, rende la vita degna di essere vissuta; in quanto non interessata ai rapporti sessuali, non riuscirà mai a trovare l’uomo giusto né ad avere dei figli, unico obiettivo a cui una donna dovrebbe mirare.
Com’è giusto che sia, nonostante tutte le difficoltà, Yasmin non ha mai rinnegato se stessa: «Io non credo ci sia qualcosa come il ‘vero amore’, perché tutto l’amore è vero. Non è questo il punto dell’amore? Nessuna versione di esso è fondamentalmente migliore di un’altra, o più significativa o più importante a prescindere»2. È una ragazza circondata da persone che ama e che la amano. Certo, si tratta di amori diversi da quello romantico e di amori privi di sessualizzazione, ma non per questo meno validi.
Yasmin Benoit è una donna asessuale, aromantica e nera.
Caratteristica della generale mentalità occidentale è l’ipersessualizzazione delle persone nere, viste come lascive e dalla sessualità quasi animalesca. Per quanto ad alcuni possa sembrare una questione circoscritta al periodo della schiavitù in America, alcuni di questi stereotipi ancora persistono nella comunicazione quotidiana (vedi le battute sulle dimensioni dei genitali degli uomini neri). Quando questo tipo di pensiero è associato a una donna nera, si ricade nello dello stereotipo “Jezebel”: donna seducente, dall’appetito sessuale insaziabile, che sfrutta le debolezze degli uomini (bianchi) per ottenere tutto ciò che desidera.
«Ma non importa come fai esperienza dell’asessualità, questa non è mai associata alle persone nere»3
Molti, persino persone a lei vicine, hanno impiegato anche anni a comprendere che Yasmin è una donna asessuale e aromantica, nonostante non abbia mai tentato di nasconderlo e indipendentemente dal fatto che fosse una quindicenne in uniforme scolastica o una ventenne in abito da festa. Una delle frasi che più si è sentita dire è, infatti, «non sembri asessuale».
Ma che aspetto ha una persona asessuale? Si tende a immaginare che sia bianca e introversa, goffa a causa dell’assenza delle tappe sessuali stereotipicamente previste, magari imbarazzata da ogni allusione alla sessualità. Soprattutto, la si immagina poco attraente, perché se non prova attrazione sessuale non dovrebbe nemmeno farne provare. Nessuno penserebbe mai a una donna nera, che è invece relegata a ruoli ben diversi: nei film ricopre spesso il ruolo di prostituta, oppure ha una personalità tracotante e volgare; nel mondo pornografico ci sono vere e proprie categorie a lei dedicate, come se il colore della pelle fosse solo oggetto del feticismo altrui; nelle canzoni e nei video musicali, è spesso raffigurata come giocattolo sessuale del cantante e appellata con nomignoli offensivi.
Quando tutto questo culmina in «non sembri asessuale», non si tratta più solo di razzismo, ma anche di afobia, ovvero di discriminazione nei confronti delle persone asessuali.
Yasmin, per il colore della sua pelle, è vittima dello sguardo sessualizzante della società, ma poiché il suo orientamento lo rifiuta, la sua esistenza è considerata quasi un paradosso. E questo non vale solo con chi è disinformato: all’interno della comunità asessuale, Yasmin è simbolo di diversità in quanto persona nera e, all’interno della più ampia comunità queer, l’asessualità è un orientamento ancora marginale, soprattutto se si parla di comunità queer nera.
Yasmin ha allora deciso di diventare la rappresentazione di donna nera asessuale che non ha mai avuto, mostrandosi per ciò che è e combattendo gli stereotipi legati al colore della sua pelle.
Yasmin Benoit è una donna asessuale, aromantica, nera, e fa la modella.
Nello specifico, Yasmin è una modella alternativa: pelle e pizzo, stile gotico, trucco pesante. Insomma, non una delle modelle che si vede sfilare sulle solite passerelle.

Nel mondo della moda, Yasmin ha ricevuto un’accoglienza positiva proprio grazie alle sue foto più sessualizzate. Ma si è presto resa conto che fare scatti in lingerie non significava soltanto mostrare un particolare capo di vestiario: in qualche modo, diventa anche mostrare se stessi come sessualmente disponibili. Yasmin ha provato a soddisfare le richieste dei fotografi, a “guardare la telecamera come se fosse il suo ragazzo”, nel tentativo di fare un buon lavoro. Ha solo ottenuto sguardi insoddisfatti da chi si trovava dall’altra parte dell’obiettivo e un sentimento di incoerenza verso i propri ideali. Per quanto essere una modella comporti una certa dose di recitazione, afferma di essersi sentita come una vegana che posa per Burger King.
Ulteriori problemi sono arrivati dopo il suo coming out pubblico, avvenuto nel 2017 con il video Things Asexual Girls DON’T Want to Hear. Il suo lavoro iniziò ad essere considerato una provocazione, qualcosa fatto per creare desiderio nell’altro (tipicamente, l’uomo bianco etero cis) e poi sbattergli la porta in faccia, con la “scusa” dell’orientamento sessuale. Oppure un controsenso: se una persona non vuole avere relazioni romantiche né sessuali si fa scattare foto in intimo, è inconcepibile che possa essere asessuale, soprattutto se a farlo è una donna nera.
Yasmin ha capito che, in una società che sessualizza ogni cosa e fatica a comprendere le tante sfaccettature che una persona può avere, fare quel lavoro e farlo in quel modo non era adatto a lei. Ha perciò deciso di modificare il suo approccio al mondo della moda. Non ha smesso di farsi fotografare in intimo, poiché tuttora questo tipo di foto fa parte del suo portfolio. Ma ha iniziato a rifiutare situazioni che l’avrebbero fatta stare male con se stessa, anche a costo di scartare offerte lavorative interessanti, e dimostrando che anche una donna asessuale può vivere in modo differente da ciò che gli altri potrebbero aspettarsi. Adesso sceglie di farsi fotografare solo se ciò che indossa, lingerie o meno, le piace, solo se ammira il lavoro del fotografo o del designer, solo se lo scatto richiesto è in linea con la sua morale.
Yasmin Benoit è una donna asessuale, aromantica, nera, e fa la modella. Ma soprattutto, Yasmin Benoit è un’attivista.
Yasmin ha combattuto contro tutto ciò che si è opposto alla propria identità. Lo ha fatto prima di tutto per se stessa, inconsapevole del fatto che sarebbe diventata una delle voci più importanti per l’emancipazione delle persone asessuali e aromantiche.
«So che, in quanto qualcuno che è asessuale e aromantico, io sono una persona completa e posso vivere una vita perfettamente soddisfacente»4
Dopo il suo coming out, Yasmin ha iniziato a scrivere numerosi articoli, a pubblicare video e partecipare a interviste per aumentare la consapevolezza sull’asessualità, l’aromanticismo e i tanti modi in cui questi orientamenti possono manifestarsi.
Yasmin ha collaborato con l’Università di Cambridge e il King’s College London, creando con due grandi istituzioni del Regno Unito un dialogo sul proprio orientamento e il rapporto che questo può avere con il lavoro nel mondo della moda.
Dal 2019 fa parte di AVEN (Asexual Visibility & Education Network), ovvero una delle comunità più importanti nel discorso sull’asessualità. Nello stesso anno, grazie al legame con AVEN e in occasione del Pride di Londra, Yasmin ha dato vita a Ace of Clubs, ovvero un bar per le persone asessuali: ha così dato visibilità a un orientamento marginale, ma soprattutto ha creato contatto tra le persone asessuali che, più di quelle di altri orientamenti, tendono a non sperimentare un senso di comunità.
Nel 2021 ha co-fondato, con AVEN e altri attivisti, la Giornata Internazionale dell’Asessualità, che cade il 6 aprile.
L’anno successivo ha lanciato un’iniziativa a favore delle persone asessuali in collaborazione con Stonewall, un’importante organizzazione per i diritti della comunità LGBTQIA+.
E, seppur con una certa delusione una volta visto il risultato finale, Yasmin ha lavorato all’ultima stagione della serie Sex Education per la creazione di O, personaggio asessuale.
La sua più grande iniziativa è la creazione di #ThisIsWhatAsexualLooksLike, con lo scopo di mostrare la diversità della comunità asessuale. Con il tempo, molti hanno iniziato a usare questo hashtag sotto le proprie foto, avendo il coraggio di condividere pubblicamente sia il proprio orientamento sia il proprio aspetto, che non sempre, anzi, quasi mai, corrisponde allo stereotipo di persona asessuale. Tra le tante foto è davvero presente una ragazza bianca e introversa, ma accanto a lei c’è la festaiola dai capelli di mille colori, c’è l’uomo in giacca e cravatta, c’è la persona che vive dall’altra parte del mondo, c’è la persona che corrisponde agli attuali standard di bellezza e quella che non ne potrebbe essere più distante. Magari, c’è qualcuno che tu, lettore, conosci.

«L’asessualità non ti rende indesiderabile o incapace di desiderare gli altri. È un’esperienza unica di sessualità, non una forma di deprivazione da essa. Anche se lo fosse, c’è così tanto altro nella vita oltre ciò che ci eccita e cosa facciamo a riguardo. L’amore romantico è solo una forma di amore, né superiore né inferiore agli altri. Essere aromantico non significa che non puoi amare o essere amato, e non significa che sei privo di altre emozioni o capacità. Io non sono sola con i miei amici, la famiglia, i colleghi e i sostenitori. Mi sento sicura quando raggiungo i miei obiettivi e creo valide connessioni con gli altri, piuttosto che quando qualcuno vuole uscire con me. Il mio successo non è determinato dal fatto che qualcuno un giorno vorrà sposarmi. Ciò che vogliamo dalla vita è solo la nostra decisione; le nostre fonti di felicità non dovrebbero essere definite dai nostri standard sociali in continua evoluzione. L’amore di un partner romantico non mi completerà perché io sono nata completa. Provare attrazione sessuale verso gli altri non mi libererà perché la mia liberazione non dipende da altre persone».5
Note
Tutte le traduzioni sono state fatte dalla redattrice.
- https://www.vogue.co.uk/arts-and-lifestyle/article/asexuality-and-aromanticism ↩︎
- https://metro.co.uk/2019/12/28/as-an-asexual-the-search-for-true-love-is-a-game-i-dont-understand-11952731/ ↩︎
- https://blavity.com/a-reason-to-rejoice-or-reject-what-its-really-like-being-a-black-asexual-woman ↩︎
- https://www.vogue.co.uk/arts-and-lifestyle/article/asexuality-and-aromanticism ↩︎
- https://www.vogue.co.uk/arts-and-lifestyle/article/asexuality-and-aromanticism ↩︎
Crediti foto
Foto di copertina: https://www.instagram.com/p/DIt_cd5sA1w/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
Foto 1: https://www.instagram.com/p/DH1Vfz_scaR/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
Foto 2: https://www.instagram.com/p/DAJlAXEsbts/?utm_source=ig_web_copy_link&igsh=MzRlODBiNWFlZA==
Bibliografia
Anthony F. Bogaert, Asexuality: What It is and Why It Matters, «The Journal of Sex Research», Vol. 52, No. 4 maggio 2015, pp. 362-379, https://www.jstor.org/stable/43701839 (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Caterina Appia, Asessualità. Prospettive queer e femministe contro l’allonormatività, Busto Arsizio, Einaudi, 2024.
David Pilgrim, The Jezebel Stereotype, «Jim Crow Museum», luglio 2022, https://jimcrowmuseum.ferris.edu (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Francesca Anelli, Lo spettro dell’asessualità. Corpi, percorsi e rivendicazioni della comunità asessuale, Torino, Eris, 2023.
Yasmin Benoit, https://www.yasminbenoit.co.uk/ (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, Things Asexual Girls DON’T Want to Hear, YouTube, 19 giugno 2017, https://youtu.be.
Yasmin Benoit, Being an Asexual Lingerie Model, YouTube, 2 luglio 2018, https://youtu.be.
Yasmin Benoit, I’m Asexual, And I’m A Lingerie Model. Here’s How I Balance The Two, «HuffPost», 8 agosto 2019, https://www.huffingtonpost.co.uk (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, As an asexual, the search for true love is a game I don’t understand, «Metro», 28 dicembre 2019, https://metro.co.uk (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, What Is Asexuality: Myths and Truths About Being Asexual, «Teen Vogue», 27 ottobre 2020, https://www.teenvogue.com (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, “A Romantic Partner Won’t Complete Me, Because I Was Born Complete”: How Identifying As Asexual & Aromantic Brought Me True Freedom & Happiness, «Vogue», 14 febbraio 2021, https://www.vogue.co.uk (ultima consultazione 9 maggio 2015).
Yasmin Benoit, A Reason To Rejoice Or Reject: What It’s Really Like Being A Black Asexual Woman, «Blavity», 21 giugno 2021, https://blavity.com (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, I’m the unlikely face of asexuality and aromanticism, «Cosmopolitan», 22 febbraio 2022, https://www.cosmopolitan.com (ultima consultazione 9 maggio 2025).
Yasmin Benoit, My Life As A Black, Asexual Model Is Not A Paradox, «xoNecole», 18 marzo 2022 https://www.xonecole.com (ultima consultazione 9 maggio 2025).





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