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Laura Palmer: appunti su una ‘strega’ contemporanea

Una giovane donna, bionda, bellissima, amata da chiunque la circondi: è questa la vittima che, all’inizio della serie Twin Peaks, è trovata senza vita sulle rive del fiume Snoqualmie, vicino alle omonime cascate della cittadina americana. L’opera si apre, allora, come un normale poliziesco, ma diventa subito un viaggio che “mette in scena l’insufficienza della realtà, cioè gli esperimenti ripetuti di uno o più soggetti nel tentativo di costruire mondi caratterizzati da un senso della realtà dilatato, che mal dissimulano le presenze intollerabili del reale”1. Tale senso di straniamento dal quotidiano è massimamente espresso proprio da Laura Palmer: il personaggio, infatti, tematizza in modo chiaro la totale rottura dell’identità del singolo nel contesto storico-sociale del XXI secolo. Il presente testo si propone in primo luogo di dimostrare la natura straniante della donna in quanto espressione della crisi dell’io nel nostro tempo e, in seconda battuta, di chiarire che il personaggio tematizza, in virtù di caratteri peculiari, un tentativo di resistenza da parte del femminile alla violenza patriarcale maschile. Le prove di questa teoria sono desunte sia da alcune scene delle tre stagioni di Twin Peaks sia del lungometraggio Fuoco cammina con me, relativo all’antefatto della serie. 

“L’elemento del doppio, diventato un topos letterario da tempo immemore, viene solitamente declinato da Lynch come rappresentazione del male che si esplicita nella sua dimensione più piena. Già nella sua architettura, Twin Peaks è doppia: il nome stesso del paese indica due cime, due sono le ciminiere sulla segheria della città, gli alberi sono speculari, la prima inquadratura di una persona è quella di Joselyn intenta a truccarsi di fronte ad uno specchio- il più semplice e ordinario sdoppiamento dell’uomo”2. Questa dualità che caratterizza la cittadina sin dal suo nome si palesa pure nel progressivo andare in frantumi dell’identità di Laura: nonostante sembri essere la protagonista, in realtà, la sua è una presenza completamente assente, perché diventa nota allo spettatore solo attraverso i racconti di chi l’ha conosciuta. La sua figura, quindi, è il prodotto dei punti di vista degli altri personaggi: è amica di Dana, amante di Horne, prostituta al One Eyed Jack, fidanzata di Bobby, figlia di Leland, studentessa modello, prom queen, aiuto-compiti per il fratello di Audrey, insegnante di inglese per Jodie e volontaria per i pasti porta a porta. Si crea, in questo modo, un’identità frammentata, per cui questa si dà soltanto attraverso una molteplicità di sguardi. 

Inoltre, Laura è in grado di relazionarsi anche con entità che non appartengono alla dimensione mondana: per esempio, in Fuoco cammina con me la giovane accetta senza alcuna resistenza o dimostrazione di spavento un quadro vuoto che la signora Trimon e il nipote, due personaggi comparsi dal nulla mentre la ragazza è impegnata nel suo lavoro di consegne, le offrono. Questo dono viene portato da Laura nella sua camera: nel cuore della notte, sembra apparire proprio dal quadro una strana luce blu non meglio identificata, che però apre chiaramente le porte a una situazione altra. Infine, nella notte della sua morte, Laura lascia James nel bel mezzo della via verso casa per addentrarsi completamente sola nel bosco: poiché questo è il luogo per eccellenza di passaggio alla dimensione oltremondana, il fatto che Laura non sia né spaventata né incerta nell’attraversarlo colloca la ragazza stessa in uno statuto altro, che le permette di sentirsi a suo agio proprio nel bosco. A confermare la relazione tra la giovane e tali realtà è il suo sosia nella Red Room: si tratta di una stanza inquietante sospesa in un ambiente spazio-temporale imprecisato, in cui un nano siede su una poltrona ed emette suoni metallici non meglio definiti. Nel secondo episodio della prima serie, il Nano parla di un sosia di Laura, che compare seduto accanto a lui e che egli definisce sua cugina. La donna conosce molti segreti relativamente a un luogo in cui gli uccelli cantano e c’è sempre una musica nell’aria: chiaramente, si tratta della descrizione di Twin Peaks. Questa scena, quindi, prova che la giovane è un collegamento con un contesto sovrumano. Pertanto, il suo statuto è più simile a quello di un medium: è in connessione con un mondo trascendente, che appare ora il suo vero luogo naturale, in opposizione al quotidiano, dove, invece, è costretta ad assumere diverse identità per vivere.

Un’ulteriore conferma della natura liminale della giovane si riscontra nel sesto episodio della prima stagione: Dana scopre che la madre di Laura, Sarah, ha avuto una visione in cui qualcuno sottrae una catenina della figlia. L’oggetto era stato precedentemente sepolto da Dana e da James nel bosco. L’amica di Laura, quindi, rivolge a James queste parole: “Laura diceva che sua madre aveva degli strani poteri, strane visioni, strani sogni premonitori, capitava anche a Laura”. James risponde dicendo che a volte ha come la percezione di sentire la presenza della fidanzata, come se fosse convinto che, un giorno, la rivedrà. Ne consegue che sia Sarah sia Laura abbiano capacità sensitive, che le collocano in uno statuto altro del reale. 

Un secondo elemento che accomuna madre e figlia è il fatto di essere state ambedue vittime, in qualche modo, del padre di famiglia, Leland. Per quanto, infatti, la sua malvagità sia dovuta all’azione di Bob, essa è rappresentata attraverso i soprusi e le aggressioni che la figura femminile deve subire a causa di quella maschile. Ci sono altri indizi che mostrano quanto sia rilevante tale dinamica nella serie. Durante il funerale di Laura, nel quarto episodio della prima stagione, Sarah, di fronte al gesto del marito di gettarsi sulla tomba della figlia, lo implora “di non rovinare anche questo”: la frase lascia intravedere una crepa all’interno della famiglia, dove la serenità e la pace risultano solo apparenti. Nella serie, non viene mai spiegato quale relazione intercorra tra Laura e Leland: mai viene detto apertamente che la figura paterna prova attrazione sessuale per la figlia. L’incesto tra Laura e Leland è invece messo in scena nel prequel Fuoco cammina con me: una notte, Bob penetra nella stanza della giovane attraverso la finestra e ha un rapporto sessuale con lei. Tuttavia, durante la scena, l’immagine del demone è soppiantata da quella di Leland: è bene sottolineare che prima si palesa Bob e poi Leland, come se Bob fosse solo una maschera che il padre indossa per giustificare la sua violenza sulla figlia. Inoltre, l’uomo, nella sequenza in cui viene mostrata Laura scappare di casa di notte per incontrarsi furtivamente con James, la osserva con sguardo torvo dalla finestra: il suo atteggiamento non sembra tanto quello di un padre preoccupato, quanto piuttosto quello di un amante geloso che scopre il tradimento della sua donna. Una scena molto simile avviene anche nella seconda stagione di Twin Peaks. Ora, ad essere oggetto delle attenzioni di Leland è Maddy: questi, mentre è silenziosamente seduto sulla poltrona del salotto, guarda minacciosamente la nipote uscire di nascosto. Non a caso, è proprio lei la vittima successiva: nel settimo episodio della seconda serie, Leland sente la necessità di uccidere Maddy quando questa dice di voler tornare a casa. Si tratta della risposta violenta a un atto di emancipazione femminile: la ragazza, infatti, sottolinea il desiderio di tornare alla vita normale, nel suo appartamento e con il suo lavoro. A questa volontà si oppone il potere maschile rappresentato dal capo famiglia: l’indipendenza rispetto l’ambiente casalingo e la conseguente uscita dallo stesso sono scelte che corrispondono a una più violenta necessità da parte della figura maschile di imporsi come unico e vero detentore della possibilità di scelta. Infine, l’estrema somiglianza tra Maddy e Laura sembra quasi sancire sin dall’inizio il destino di Madeleine: è come se Laura fosse stata uccisa due volte. In particolare, la motivazione dell’omicidio della figlia è il fatto che la ragazza non si sia mai lasciata possedere dal demone onde evitare di compiere azioni delittuose: poiché, però, Bob è Leland, la ritrosia di Laura può essere interpretata, fuor di metafora, come la punizione più estrema per la scelta di non soggiacere al potere patriarcale- o lo si accetta o si viene eliminati. Nonostante ciò, Laura, proprio in virtù della sua doppia esistenza terrena e oltremondana, vive di nuovo nella Red Room: da qui aiuta Cooper a risolvere il suo omicidio e ricopre un posto d’onore al fianco del Nano, quasi più a suo agio nel suo ruolo di essere appartenente alla seconda dimensione. Da qui, allora, la donna si pone come medium tra il mondo di cui ora fa parte e quello di Cooper: è la prescelta, colei che ha tutti i poteri e le conoscenze del mondo oltremondano per controllare il primo. Tale interpretazione conferma, quindi, la sua natura di strega.

Infine, nel diciottesimo episodio della terza serie, Cooper rintraccia, in un’altra dimensione spazio-temporale, Laura, ora nelle vesti di una cameriera di nome Carrie Page: la donna, ignara di chi sia Laura e della cittadina di Twin Peaks, ha in casa un uomo cui qualcuno- forse lei stessa- ha sparato alla nuca. La sua vita, quindi, è ancora tormentosa: quando però si trova di fronte alla casa dei Palmer, ora abitata da una coppia che non conosce la famiglia di Laura, lancia un grido disperato, con il quale si chiude la serie. Di certo Carrie ha percepito che qualcosa di malvagio è ancora in quell’abitazione: pertanto, anche in un mondo diverso, la donna possiede ancora la capacità di percepire qualcosa in più rispetto agli altri, a conferma della sua natura liminale e non completamente umana. 

In conclusione, dal quadro delineato sembra confermarsi la teoria iniziale: Laura Palmer appare come un elemento femminile perturbante, dotato di capacità sovrannaturali, la cui unica vendetta per la violenza subita tra le mura domestiche è quella proveniente dalla realtà altra cui, come un’altra donna, ossia la madre Sarah, appartiene.

Note 

  1. Bertetto 2008, p.52. ↩︎
  2. Ibidem, p. 74. ↩︎

BIBLIOGRAFIA

  • BERTETTO, Paolo (2008): David Lynch, Marsilio editori, Venezia.
  • CHION, Michael (2006): David Lynch, edizioni Lindau, Torino.
  • DOTTORINI, Daniele (2004): David Lynch. Il cinema del sentire, Le Mani edizioni, Genova.
  • FISHER, Mark (2018b): The weird and the eerie. Lo strano e l’inquietante nel mondo contemporaneo, Roma: Minimum fax
  • QUAIOTI, Henrique Bolzan (2019): Análise Comparativa Entre Twin Peaks (1990-1991) e Twin Peaks: The Return (2017), Atti del 42º Congresso Brasileiro de Ciências da Comunicação, Belém.
  • TONGIANI, Sara (2020): Il doppio come incarnazione del male. Note sulla serialità contemporanea a partire da Twin Peaks, Elephant&Castle. Laboratorio dell’immaginario, Bergamo.
  • WOODS, Paul A. (2000): Weirdsville USA. The obsessive universe of David Lynch, Plexus, Londra.
  • ŽIŽEK, Slavoj (2011): Lync. Il ridicolo sublime, Mimesis edizioni, Milano.
  • ZUCCONI, Francesco (2017): Sordità in David Lynch, in Frontiere. Oltre il cinema, Cagliari.

Immagine tratta da Twin Peaks, Coll.Compl. 1-3 ( Box 19 Dv), stagione 1, ep. 1.

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